I trattamenti antiattrito a base di PTFE funzionano in modo diverso rispetto ai trattamenti ceramici. Il PTFE è una plastica tecnica molto scivolosa, conosciuta per il suo bassissimo coefficiente di attrito. L’idea alla base di questi prodotti è semplice: ridurre lo sfregamento interno del motore aggiungendo all’olio minuscole particelle di questo materiale.

Quando versi l’additivo nel motore, il PTFE viene trasportato dall’olio in tutte le zone lubrificate: cilindri, pistoni, bronzine, albero motore, alberi a camme. Durante il funzionamento, specialmente nei punti dove c’è più pressione e contatto tra superfici metalliche, le particelle tendono a depositarsi sulle micro-irregolarità del metallo.
Le superfici metalliche, viste al microscopio, non sono lisce ma piene di piccole asperità. Il PTFE può riempire in parte queste microcavità, creando una specie di pellicola molto sottile e scivolosa. Questa pellicola non è un rivestimento “duro” come quello ceramico, ma piuttosto uno strato lubrificante solido che aiuta le parti a scorrere meglio tra loro.
Il beneficio principale si nota nelle situazioni critiche, per esempio all’avviamento a freddo. In quei momenti l’olio non ha ancora formato un film completo tra le superfici e il contatto metallo-metallo può aumentare. La presenza del PTFE può ridurre l’attrito diretto e quindi l’usura iniziale. In teoria questo si traduce in minore rumorosità meccanica e, in alcuni casi, in una leggera riduzione dei consumi.
È importante capire che il PTFE non “ricostruisce” il motore e non ripara danni gravi. Funziona solo come supporto alla lubrificazione. La sua efficacia dipende molto dalla qualità della formulazione. Le particelle devono essere estremamente piccole e ben disperse nell’olio; se sono troppo grandi o si aggregano, possono depositarsi nei filtri o nei passaggi più stretti del circuito di lubrificazione.
Un altro aspetto da considerare è che gli oli motore moderni sono già formulati con pacchetti di additivi molto evoluti. In alcuni casi, l’aggiunta di prodotti esterni può non portare benefici evidenti, soprattutto su motori nuovi o in perfette condizioni. Su motori con un po’ di usura, invece, l’effetto “scivolante” può essere più percepibile.
I trattamenti a PTFE funzionano creando una sottile pellicola a basso attrito sulle superfici interne del motore. Non modificano la struttura del metallo, ma aiutano le parti a scorrere più facilmente tra loro, riducendo l’attrito soprattutto nelle fasi più critiche di funzionamento.
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