Come funziona un dirigibile

Un dirigibile è un tipo di aeromobile più leggero dell’aria, in grado di volare grazie alla spinta ascensionale generata da un gas contenuto in un grande involucro. A differenza di un pallone aerostatico, il dirigibile è motorizzato e manovrabile, cioè può essere controllato in volo, cambiare direzione e velocità.

 

 

Il principio su cui si basa è quello della spinta di Archimede: un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del fluido spostato. Il gas contenuto all’interno del dirigibile, generalmente elio, in passato veniva usato l’idrogeno, molto più leggero ma infiammabile, è molto più leggero dell’aria, quindi produce una forza verso l’alto che consente al mezzo di sollevarsi.

La struttura di un dirigibile è composta da l’involucro, una grande sacca o guscio che contiene il gas più leggero dell’aria, può essere rigido, semirigido o flessibile. La navicella è la parte inferiore, dove si trovano l’equipaggio, i comandi, eventuali passeggeri o strumenti. I motori e le eliche servono per spingere il dirigibile in avanti e per manovrarlo, orientando la direzione grazie a superfici mobili come timoni e alettoni. I ballast, ovvero zavorre, sono sacchi di sabbia o serbatoi d’acqua che possono essere scaricati per alleggerire il dirigibile e salire di quota. Le valvole di scarico del gas consentono di far uscire parte del gas per diminuire la spinta ascensionale e far scendere il dirigibile.

Il volo di un dirigibile avviene così: quando il gas leggero spinge verso l’alto più di quanto pesi l’intero mezzo, il dirigibile si solleva. I motori spingono in avanti, mentre i comandi permettono di orientarlo a destra, sinistra, in alto o in basso. Per atterrare, si può rilasciare gas bilanciando la spinta fino a raggiungere il suolo in modo controllato.

I dirigibili hanno avuto grande popolarità tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, soprattutto per il trasporto di persone e merci su lunghe distanze. Con l’avvento degli aerei, molto più veloci, il loro uso è diminuito. Sono ancora impiegati oggi per scopi pubblicitari, riprese aeree, sorveglianza, monitoraggio ambientale e turismo, grazie alla loro silenziosità e capacità di stazionare a lungo in volo.

 

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