Un circuito antirimbalzo è una soluzione elettronica progettata per risolvere un problema comune nei sistemi digitali: il rimbalzo dei contatti meccanici. Quando si preme un pulsante o un interruttore, i contatti interni non si chiudono immediatamente in modo pulito. A causa della loro natura meccanica, tendono a rimbalzare per alcuni millisecondi prima di stabilizzarsi. Questo comportamento provoca impulsi multipli che un microcontrollore o un altro circuito digitale può interpretare come più pressioni anziché una sola.
Per evitare questi segnali indesiderati, si utilizza appunto un circuito antirimbalzo (detto anche debounce circuit). Ne esistono due principali tipologie: quella hardware, costruita con componenti elettronici, e quella software, implementata nel codice del microcontrollore.
Nel caso hardware, il metodo più semplice impiega un condensatore e una resistenza collegati dopo al pulsante (di solito resistenza in serie al pulsante e condensatore verso massa come filtro passa-basso). Quando il pulsante viene premuto, il condensatore si carica o si scarica lentamente rispetto ai rapidi cambiamenti dovuti ai rimbalzi, attenuandoli. Questo segnale più “morbido” viene poi inviato a un ingresso digitale, che lo interpreta correttamente come un singolo evento.
Una variante più precisa e robusta del circuito antirimbalzo impiega un trigger di Schmitt o un flip-flop. Ad esempio, usando un integrato 74HC14 (una porta NOT con ingresso a soglia Schmitt), si può ottenere un’uscita digitale pulita anche in presenza di disturbi sull’ingresso. Questo tipo di soluzione è preferita in ambienti dove è richiesta un’elevata affidabilità.
Nelle applicazioni moderne, spesso si sceglie un approccio software, soprattutto nei microcontrollori come Arduino, STM32 o ESP32. In questo caso, il codice monitora lo stato del pulsante e ignora variazioni troppo rapide, considerate rimbalzi. Si può ad esempio inserire un ritardo (tipicamente 10–50 millisecondi) prima di confermare che il pulsante è stato premuto stabilmente.
I circuiti antirimbalzo sono impiegati in moltissime applicazioni: tastiere, telecomandi, pannelli di controllo industriali, console da gioco, e sistemi embedded in generale. Anche nei prototipi realizzati su circuito stampato (PCB), è buona norma includere un sistema di debounce per garantire l’affidabilità delle letture dai pulsanti.
In fase di progettazione di un circuito stampato, si tiene conto di questi aspetti per evitare problemi in fase di test e utilizzo. Ad esempio, è comune prevedere piazzole per un condensatore da 100nF accanto ai pulsanti.
Il circuito anti-rimbalzo è un elemento semplice ma fondamentale per garantire il corretto funzionamento dei dispositivi elettronici che interagiscono con l’utente tramite pulsanti o interruttori.

