Un sensore di fiamma è un dispositivo progettato per rilevare la presenza di una fiamma e verificare che una combustione sia effettivamente in corso. Viene utilizzato soprattutto in caldaie, bruciatori, forni industriali e sistemi antincendio, dove è fondamentale accertarsi che il gas o il combustibile stiano bruciando correttamente. Il suo scopo principale non è misurare la temperatura, ma riconoscere in modo affidabile l’esistenza della fiamma.
Esistono diversi tipi di sensori di fiamma, ma tutti sfruttano una caratteristica fisica tipica della combustione. Uno dei principi più comuni è il rilevamento della radiazione luminosa emessa dalla fiamma. Durante la combustione, infatti, la fiamma produce luce con componenti specifiche nello spettro ultravioletto, visibile o infrarosso. Alcuni sensori sono progettati per essere sensibili solo a determinate lunghezze d’onda, così da distinguere la fiamma dalla luce ambientale.
Esempio di sensore di fiamma con alimentazione 3,3 – 5V ed angolo di rilevamento di circa 60° che puoi trovare su https://funduinoshop.com/it/moduli-elettronici/sensori/luce-e-colore/sensore-di-fiamma
Un tipo molto diffuso è il sensore a fotodiodo o fototransistor. In questo caso, il dispositivo contiene un elemento fotosensibile che genera una corrente elettrica quando viene colpito dalla luce emessa dalla fiamma. La corrente prodotta è proporzionale all’intensità della radiazione ricevuta. Un circuito elettronico analizza il segnale e, se supera una certa soglia, interpreta la presenza di una fiamma.
Un’altra tecnologia largamente utilizzata è il sensore a ionizzazione, tipico degli impianti a gas domestici. In questo caso, il sensore è costituito da un elettrodo metallico posizionato direttamente nella fiamma. La fiamma, essendo un gas ionizzato, è in grado di condurre una piccola corrente elettrica. Applicando una tensione all’elettrodo, il circuito può rilevare questa corrente di ionizzazione. Se la corrente è presente, significa che la fiamma è accesa; se scompare, la fiamma si è spenta.
Il principio di ionizzazione è particolarmente affidabile perché funziona solo in presenza di una vera combustione. Se il gas esce ma non si accende, la corrente non viene rilevata e il sistema di controllo interviene chiudendo immediatamente la valvola del gas, prevenendo situazioni pericolose.
In applicazioni industriali o in ambienti molto luminosi si utilizzano anche sensori ultravioletti o infrarossi. I sensori ultravioletti rilevano la radiazione UV emessa dalla fiamma, che è quasi assente nella luce solare filtrata da vetri o lampade comuni. I sensori infrarossi, invece, analizzano le variazioni caratteristiche della radiazione IR prodotta dalla combustione, spesso riconoscendo una particolare frequenza di oscillazione della fiamma.
Il segnale generato dal sensore di fiamma viene sempre elaborato da una centralina di controllo. Questa centralina confronta il segnale con valori di riferimento e decide se la fiamma è presente e stabile. In caso di anomalia, come lo spegnimento improvviso della fiamma, il sistema reagisce in pochi istanti disattivando l’alimentazione del combustibile e segnalando un errore.
Un sensore di fiamma funziona rilevando una caratteristica fisica tipica della combustione, come la luce emessa o la conducibilità della fiamma. Trasforma questa informazione in un segnale elettrico che permette al sistema di controllo di verificare in tempo reale la presenza della fiamma e garantire un funzionamento sicuro degli impianti.
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