Negli ultimi anni la progettazione dei caschi da ciclismo ha visto un’evoluzione importante: oltre alla protezione dagli impatti diretti, i produttori hanno iniziato a concentrarsi sulla gestione delle forze rotazionali, cioè quelle che possono generarsi quando la testa subisce un urto inclinato e il casco viene sottoposto a una combinazione di pressione e rotazione. In questo contesto nasce KinetiCore, una tecnologia sviluppata da Lazer per integrare la protezione dagli impatti direttamente nella struttura del casco.
Il principio alla base di KinetiCore è diverso dai sistemi aggiunti successivamente all’interno del casco. La tecnologia utilizza infatti delle specifiche zone di deformazione controllata, chiamate Controlled Crumple Zones, ricavate direttamente nella schiuma EPS (polistirene espanso) del casco. Queste aree sono progettate per deformarsi in caso di impatto, assorbendo una parte dell’energia generata dall’urto prima che questa venga trasferita alla testa del ciclista.
Nei caschi tradizionali la struttura interna in EPS ha principalmente il compito di comprimersi durante un impatto per ridurre la decelerazione subita dalla testa. Con KinetiCore, invece, la geometria interna viene modificata creando elementi appositamente studiati per collassare in modo controllato. L’obiettivo è permettere al casco di gestire non solo gli urti frontali o lineari, ma anche quelli in cui sono presenti componenti rotazionali.
Uno degli aspetti più interessanti di questo approccio è che la protezione non viene ottenuta aggiungendo uno strato supplementare sopra o sotto la struttura del casco, ma attraverso una progettazione diversa della calotta interna. Secondo Lazer, questa integrazione consente di ridurre il peso complessivo del casco, migliorare la ventilazione e diminuire l’utilizzo di materiali aggiuntivi rispetto ad alcune soluzioni tradizionali.
La ventilazione è infatti uno dei vantaggi dichiarati della tecnologia. Nei caschi dotati di sistemi di protezione rotazionale basati su componenti aggiuntivi, lo spazio interno può essere occupato da elementi che influenzano il flusso d’aria. KinetiCore, essendo parte integrante della struttura EPS, permette ai progettisti di lavorare direttamente sulla forma interna del casco per ottimizzare il passaggio dell’aria.
Un altro elemento importante riguarda il confronto con tecnologie come MIPS. Entrambi gli approcci hanno lo scopo di ridurre gli effetti degli impatti rotazionali, ma utilizzano principi differenti: alcuni sistemi basati su una calotta interna mobile cercano di consentire un movimento relativo tra testa e casco, mentre KinetiCore interviene attraverso la deformazione controllata della struttura in EPS. Non esiste una conclusione generale secondo cui un sistema sia sempre superiore all’altro: i risultati possono variare in base al modello di casco e ai protocolli di prova utilizzati.
Durante un incidente, il funzionamento teorico di KinetiCore può essere riassunto in quattro fasi. Prima avviene il contatto del casco con la superficie esterna. Successivamente le zone di deformazione controllata iniziano a comprimersi, dissipando parte dell’energia dell’impatto. La struttura complessiva del casco contribuisce poi a distribuire le forze rimanenti, con l’obiettivo finale di ridurre le sollecitazioni trasmesse alla testa.
La tecnologia è stata introdotta da Lazer dopo anni di ricerca e sviluppo ed è oggi presente su diversi modelli della gamma dell’azienda. Alcuni test indipendenti hanno valutato positivamente diversi caschi dotati di KinetiCore per aspetti come assorbimento degli urti, ventilazione e peso, anche se le classifiche possono cambiare sensibilmente a seconda del modello analizzato e del laboratorio utilizzato.
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