Come funziona la creazione di codici articolo

La creazione di codici articolo è un’attività fondamentale per la gestione organizzata e precisa dei prodotti all’interno di qualsiasi azienda che si occupi di produzione, distribuzione o vendita. I codici articolo, noti anche come codici prodotto o codici identificativi, servono a identificare in modo univoco ogni articolo presente in un catalogo, in un magazzino o in un sistema gestionale. La logica con cui questi codici vengono assegnati può variare in base alle esigenze aziendali, alla complessità del catalogo prodotti, al settore merceologico e ai sistemi informatici utilizzati. Esistono principalmente due grandi categorie di codici articolo: i codici puramente numerici e i cosiddetti codici parlanti.

I codici puramente numerici sono composti solo da numeri (e/o lettere), senza alcuna logica immediatamente comprensibile per chi li legge. L’identificazione dell’articolo associato a quel codice avviene solo tramite il sistema gestionale, che associa ogni codice a una scheda prodotto dettagliata. Questo tipo di codice viene spesso generato in maniera sequenziale oppure secondo algoritmi che evitano la duplicazione dei codici. Un esempio potrebbe essere un codice come 00012345 o 8720091. La loro forza sta nella semplicità: non richiedono particolari ragionamenti nella generazione e si prestano bene all’automatizzazione. Inoltre, riducono il rischio di errori umani nella fase di creazione perché seguono una numerazione continua e possono essere generati direttamente da software gestionali.

I codici puramente numerici hanno un limite: non forniscono nessuna informazione utile sull’articolo. Per sapere di cosa si tratta, è sempre necessario consultare il database. In contesti in cui gli operatori devono riconoscere rapidamente la tipologia o le caratteristiche di un prodotto, questo può rappresentare un ostacolo. Per esempio, in un magazzino con migliaia di articoli, dover sempre interrogare il sistema per sapere cos’è un prodotto identificato solo come 00456287 può rallentare le operazioni.

Per ovviare a questo limite, molte aziende adottano i cosiddetti codici parlanti. Si tratta di codici alfanumerici costruiti in modo tale da “parlare”, cioè da contenere al loro interno alcune informazioni fondamentali sul prodotto. Queste informazioni possono riguardare la categoria merceologica, il colore, la misura, il materiale, la linea di produzione o altri parametri rilevanti. Ad esempio, un codice parlante come MAG-BIA-S-M potrebbe identificare una maglietta (MAG), di colore bianco (BIA), taglia S, modello uomo (M). Oppure un codice come CMP01-ALU-50 potrebbe indicare un componente (CMP), serie 01, in alluminio (ALU), lungo 50 cm.

Ecco un esempio di codici parlanti nel settore delle attrezzature per ristorazione professionale

Alcuni esempi di codici di frigoriferi professionali: GN1410TN GN1410BT GN650TN GN650BT GN2100TN GN2100BT GN3100TN GN3100BT GN4100TN GN4100BT GN 1410 TN GN 1410 BT GN 650 TN GN 650 BT GN 2100 TN GN 2100 BT GN 3100 TN GN 3100 BT GN 4100 TN GN 4100 BT

La costruzione di un codice parlante richiede una logica strutturata e condivisa all’interno dell’organizzazione. Solitamente si parte da una definizione delle categorie principali, che occupano una parte fissa del codice. Si stabilisce poi una codifica per le varianti rilevanti: colori, taglie, materiali e così via. Ogni elemento deve avere un proprio codice predefinito, che sarà poi concatenato agli altri elementi per formare il codice completo. È importante che la struttura sia coerente e non ambigua, altrimenti si rischia di creare confusione invece che chiarezza. La lunghezza del codice parlante è un fattore da tenere sotto controllo, perché un codice troppo lungo può diventare difficile da leggere e gestire, soprattutto nei sistemi che impongono limiti nei campi di inserimento dati.

Uno dei principali vantaggi dei codici parlanti è la facilità di comprensione da parte degli operatori. Un magazziniere, vedendo un codice parlante, può intuire immediatamente a quale tipo di prodotto si riferisce senza bisogno di interrogare il gestionale. Nell’esempio sopra, quello dei frigoriferi professionali, il codice può contenere ad esempio la capacità in litri, indicare se si tratta di un frigorifero a temperatura positiva o negativa e contenere altre informazioni utili alla classificazione. Questo accelera la logistica, facilita l’etichettatura e può ridurre il margine di errore nelle fasi di picking, imballaggio o spedizione. Anche in ambito commerciale, un codice parlante può aiutare i venditori a riconoscere rapidamente i prodotti e le loro varianti.

Ci sono però anche degli svantaggi. La creazione e la manutenzione dei codici parlanti richiedono una maggiore attenzione, soprattutto in caso di modifiche alle caratteristiche dei prodotti. Non tutti i sistemi gestionali poi sono compatibili con codici troppo lunghi o complessi. Alcune aziende scelgono quindi un approccio ibrido: usano un codice numerico univoco come identificativo interno, e affiancano un codice parlante per uso operativo o esterno.

La scelta tra codice numerico e codice parlante dipende da molti fattori: tipo di azienda, quantità di articoli, complessità del catalogo, strumenti informatici utilizzati e necessità operative. L’importante è che il sistema di codifica adottato sia coerente, ben documentato e conosciuto da tutti gli attori coinvolti nella gestione dei prodotti. Un codice ben strutturato non è solo un’etichetta: è uno strumento fondamentale per l’efficienza e l’accuratezza dei processi aziendali. Nella vendita online poi, i codici parlanti possono essere importanti anche per la SEO, quindi è un fattore da valutare nella costruzione dello shop online e nella realizzazione dell’alberatura del catalogo.

 

Potrebbe interessarti anche…

 

Come funzionano i codici EAN (European Article Number)

Come funzionano i codici GTIN (Global Trade Item Number)

Come funziona la scansione del QR Code

Come funziona un e-commerce